Scopri tutte le informazioni su Chiesa di Santa Caterina, chiesa parrocchiale nel comune di Livorno.
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Chiesa di Santa Caterina
- Telefono: 0586894090
- Email: donmichele.esposto@gmail.com
Orari Messe
- Lunedì: 18
- Martedì: 18
- Mercoledì: 18
- Giovedì: 18
- Venerdì: 10:30
- Domenica e festivi: 11
Info
Nel suggestivo quartiere della Venezia Nuova, tra canali, ponti e palazzi d’impronta medicea, si innalza con imponenza la Chiesa di Santa Caterina, una delle più affascinanti e riconoscibili architetture sacre di Livorno. Con la sua alta cupola che domina il panorama urbano, questo edificio rappresenta un punto di riferimento spirituale e artistico, scrigno di memorie storiche e testimonianze culturali.
Una storia travagliata tra ambizioni e interruzioni
La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1720, quando fu deciso di sostituire una precedente chiesa minore annessa al convento dei Domenicani. Il progetto venne affidato all’architetto Giovanni del Fantasia, il quale immaginò un edificio che potesse ricordare, per solennità e proporzioni, nientemeno che il Pantheon di Roma.
Tuttavia, le grandi ambizioni si scontrarono ben presto con la realtà: continui rallentamenti nei lavori, difficoltà tecniche e problemi strutturali segnarono l’intero percorso costruttivo. La direzione dei lavori passò così nelle mani di altri architetti — Alessandro Saller, Giovanni Masini e Giuseppe Ruggeri — mentre la costruzione della cupola ottagonale evidenziò problemi statici tali da richiedere l’aggiunta di un robusto tiburio, elemento che oggi caratterizza fortemente la silhouette della chiesa.
Il campanile, snello ed elegante, è stato a lungo accostato — anche se con qualche riserva — alla mano del celebre Ferdinando Fuga. L’edificio, pur ancora incompleto, fu aperto al culto nel 1753 e affidato ai padri domenicani. Durante l’epoca napoleonica, però, il convento adiacente fu trasformato in carcere, funzione che ha mantenuto fino agli anni Novanta del Novecento. Solo recentemente, gli ambienti sono stati riconvertiti per ospitare la sede dell’Archivio di Stato, mentre la cupola della chiesa è stata restaurata e riconsegnata alla città nel 2005.
Un’architettura maestosa e incompiuta
La Chiesa di Santa Caterina presenta una pianta ottagonale, arricchita da cappelle laterali e dominata da una cupola che raggiunge i quasi 50 metri grazie alla lanterna aggiunta nel 1869 da Dario Giacomelli. La facciata, rimasta allo stato grezzo, si inserisce nel filone di numerose chiese toscane non completate esternamente, e presenta un grande portale centrale sormontato da una finestra policroma.
L’interno colpisce per la sua verticalità luminosa, organizzata attorno a otto grandi pilastri che sostengono il tamburo della cupola. Da qui si apre uno degli spazi affrescati più ampi della Toscana: 1.500 metri quadrati di pitture realizzate nell’Ottocento da Cesare Maffei, oggi danneggiate in parte da infiltrazioni ma ancora leggibili in tutta la loro forza scenografica. Tra le scene rappresentate: San Domenico che riceve il rosario dalla Madonna, i Quattro evangelisti e momenti della vita di Maria, con decorazioni aggiuntive curate da Pietro Calamai.
Un tesoro d’arte e devozione
Tra le opere più prestigiose conservate all’interno spicca la “Incoronazione della Vergine” di Giorgio Vasari, dipinto originariamente nella cappella di San Michele in Vaticano e successivamente donato alla chiesa livornese da Antonio Filicchi prima del 1818. L’opera è tornata in Santa Caterina nel 2007, dopo un accurato restauro.
Le cappelle laterali, incastonate tra gli archi che sorreggono la cupola, custodiscono un ricco patrimonio artistico e devozionale. Subito a destra dell’ingresso, la cappella di Santa Caterina ospita una statua lignea della santa e un affresco con la Gloria di San Tommaso d’Aquino di Giuseppe Maria Terreni. Segue la cappella di Gesù della Pietà, con una drammatica statua in cartapesta del Gesù della Canna, e poi la cappella di San Giuseppe, decorata a spese della corporazione dei falegnami.
Sul lato sinistro si trovano la cappella della Madonna del Rosario, arricchita da un presepe e da affreschi di Terreni raffiguranti San Domenico e papa Pio V, e infine la cappella della Madonna di Montenero, dove sono custodite le reliquie di Santa Vigilia, antica compatrona di Livorno.
Un elemento di particolare interesse è il grande organo a canne, costruito da Antonio Ducci nel 1837, restaurato nel 2011 e dotato di oltre 1.200 canne, rendendolo uno degli strumenti più importanti della regione. Il telo copri organo, dipinto da Luigi Ademollo, raffigura Santa Caterina ed è parte integrante dell’apparato decorativo.
Un luogo di incontro tra culture e spiritualità
Oggi, oltre a essere un importante luogo di culto cattolico, la chiesa di Santa Caterina accoglie anche la comunità siro-maronita, testimoniando il ruolo inclusivo e multiculturale della città di Livorno. Inoltre, un’epigrafe ricorda il passaggio e la preghiera di Elizabeth Ann Bayley Seton, santa statunitense e fondatrice delle Suore della Carità, che qui trovò rifugio spirituale durante un momento cruciale della sua vita.