Scopri tutte le informazioni su Chiesa di San Giovanni Battista, duomo nel comune di Latisana.
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Chiesa di San Giovanni Battista
- Telefono: 043150127
Orari Messe
- Lunedì: 18:30
- Martedì: 18:30
- Mercoledì: 9
- Venerdì: 18:30
- Sabato: 18:30
- Domenica e festivi: 9, 11, 18:30
Info
Il Duomo di San Giovanni Battista a Latisana costituisce uno dei più significativi complessi monumentali e artistici della Bassa Friulana, punto d’incontro tra la tradizione architettonica veneta e le maestranze friulane lungo l’asse fluviale del Tagliamento.
Cenni storici e contesto
Le origini della pieve di Latisana affondano le radici nel Medioevo, legate al ruolo strategico della cittadina come scalo commerciale e snodo di transito tra la Repubblica di Venezia e il Patriarcato di Aquileia.
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Consacrazione originaria (1504): L’edificio rinascimentale venne consacrato all’inizio del Cinquecento, stabilendo la centralità del culto di San Giovanni Battista nella comunità.
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Rifacimento settecentesco (1760 circa): Nel corso del XVIII secolo la fabbrica subì una profonda ristrutturazione che ne ridefinì l’impianto volumetrico, gli altari e la spazialità interna secondo il gusto tardo-barocco e classicista.
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Le ferite belliche: Durante la ritirata italiana successiva alla disfatta di Caporetto (1917), la torre campanaria originaria fu fatta brillare per impedire che fungesse da osservatorio nemico, provocando ingenti danni anche alle strutture circostanti.
Architettura esterna e la torre campanaria
La chiesa presenta una facciata a capanna di matrice neoclassica, scandita verticalmente da lesene con capitelli e sormontata da un frontone triangolare modanato. Il prospetto, sobrio ed equilibrato, è aperto al centro dal portale principale timpanato e da un ampio finestrone semicircolare termale che immette luce diretta nella navata.
Isolato rispetto al corpo della chiesa si erge il campanile, alto oltre 50 metri. Progettato dall’ingegnere Ferdinando Calligaris ed eretto negli anni Venti del Novecento, l’attuale campanile riprende la fisionomia delle torri venete in laterizio a vista con cuspide piramidale, ospitando tre campane fuse dalla storica pontificia fonderia Daciano Colbachini di Padova.
Spazio interno e assetto plastico
L’impianto planimetrico si articola su una vasta navata unica rettangolare, coperta da una volta a botte con unghie di raccordo per l’illuminazione zenitale.
[ Abside poligonale ]
[ Presbiterio ]
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| [Altare 3 Sin.] [Altare 3 Des.] |
| [Altare 2 Sin.] [Altare 2 Des.] |
| [Altare 1 Sin.] [Altare 1 Des.] |
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[ Ingresso Principale ]
Lungo i fianchi dell’aula si aprono sei cappelle laterali (tre per lato) arricchite da altari marmorei policromi:
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Presbiterio e Abside: L’area presbiteriale, rialzata da gradini, culmina in un’abside poligonale. L’altare maggiore in marmo bianco di Carrara fu realizzato nel 1779 dallo scultore Giovanni Battista Bettini, affiancato dalle statue monumentali degli apostoli Pietro e Paolo scolpite dal padovano Giuseppe Sabbadini (1789).
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Cappelle laterali: Gli altari conservano una successione di intarsi marmorei settecenteschi e pregevoli decorazioni plastiche.
Il capolavoro: il Battesimo di Cristo del Veronese
Il tesoro più celebre custodito nel Duomo è la pala del secondo altare a destra, raffigurante il Battesimo di Cristo, dipinta tra il 1566 e il 1567 da Paolo Caliari detto il Veronese.
L’opera illustra la maturità coloristica e compositiva del maestro veneziano:
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Composizione e dinamismo: La scena vede il Cristo chinato nelle acque del Giordano mentre il Battista, in una posa vigorosa e plastica, versa l’acqua sul suo capo. Dall’alto si apre uno squarcio luminoso tra le nubi, popolato da angeli e cherubini che guidano la colomba dello Spirito Santo.
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Trattamento cromatico: Spiccano le tipiche tonalità veronesiane fatte di cangianti rosa, ori e verdi intensi, immerse in una natura lussureggiante che funge da cassa di risonanza per l’evento sacro.
Altri tesori artistici
Oltre alla pala del Veronese, la chiesa custodisce opere di notevole rilievo della scuola veneto-friulana:
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Crocifisso ligneo (1566): Collocato al terzo altare a destra, intagliato dal maestro faentino Andrea Fosco.
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Sacra Famiglia con San Giovannino (1568): Dipinto di Giovanni Battista Grassi, esponente del manierismo friulano allievo del Pordenone (primo altare a sinistra).
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La Trasfigurazione (1591): Tela tardo-cinquecentesca di Marco Moro situata nella zona corale.
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Via Crucis (1968): Ciclo di quattordici formelle bronzee a bassorilievo, opera dello scultore latisanese Lionello Galasso.