Scopri tutte le informazioni su Chiesa di San Biagio Vescovo e Martire, chiesa parrocchiale nel comune di Amantea.
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Chiesa di San Biagio Vescovo e Martire
via Indipendenza Amantea
- Tel:
- Email: amantea.parsanbiagio@gmail.com
- Sito: https://amanteasanbiagio.wordpress.com/
Orari Messe
- Lunedì-Venerdì:
- Sabato:
- Domenica e Festivi: 10:30
Confessioni (su richiesta)
- lunedì, martedì e giovedì: 17:30-18
(tempo estivo 18.30-19.00)
Orari di Apertura
- Tutti i giorni: 7:30-20:30
Info
La storia della Collegiata affonda le sue radici in un passato lontano, che affiora già nel nome della località dove sorge, Pantalia, anticamente sede della chiesa di rito greco dedicata a San Pantaleo. Questo edificio, emblema della presenza bizantina in Calabria, fu progressivamente ridimensionato con la conquista normanna nel corso dell’XI secolo. I nuovi signori, portatori del rito latino, imposero un processo di latinizzazione che interessò l’intera regione e che ad Amantea si concretizzò nella riduzione della chiesa di San Pantaleo a semplice cappella, dedicata ai santi Pietro e Paolo.
Nel XII secolo, in prossimità del luogo originario, sorse una nuova chiesa parrocchiale di rito latino, dedicata a San Biagio, vescovo e martire, che ben presto divenne il principale centro religioso della città. Nel 1609, il parroco della chiesa ottenne il prestigioso titolo di arciprete, sancendo così il ruolo primario della parrocchia nella vita ecclesiale amanteana.
Tuttavia, il terremoto del 1638 segnò una svolta drammatica: la chiesa di San Biagio subì danni così gravi da essere dichiarata inagibile, cadendo rapidamente in rovina.
Nel 1677, monsignor Giovan Battista Di Lauro, membro di una delle famiglie più influenti di Amantea, decise di ridare impulso alla vita spirituale della comunità, ampliando l’antica cappella dei Santi Pietro e Paolo e dedicandola alla Madonna del Suffragio. Questa nuova chiesa, conosciuta dal popolo come “chiesa dei Morti” o “delle Anime del Purgatorio”, divenne ben presto il centro della vita religiosa cittadina.
La situazione raggiunse il culmine quando il vescovo di Tropea, monsignor Luigi Morales, decretò che il titolo dell’arcipretura di San Biagio fosse trasferito nella nuova chiesa della Madonna del Suffragio, che, dopo ulteriori lavori di sistemazione e ampliamento, assunse definitivamente il ruolo di chiesa matrice di Amantea. Questo passaggio segnò simbolicamente la chiusura di un’epoca e l’inizio di una nuova fase nella storia spirituale della città.
Una lapide collocata sulla controfacciata dell’edificio riporta ancora oggi il ricordo della consacrazione avvenuta ad opera dello stesso monsignor Di Lauro, a suggello della rinascita religiosa della comunità amanteana.
L’attuale collegiata si presenta come un edificio sobrio e solenne, che riflette nella sua struttura le stratificazioni storiche e architettoniche maturate nel corso dei secoli. Sebbene la chiesa abbia assunto la sua veste definitiva tra il XVII e il XVIII secolo, l’impianto interno conserva tracce delle trasformazioni precedenti.
La chiesa presenta una pianta a navata unica con cappelle laterali, secondo un impianto tipico delle chiese barocche calabresi del tempo. La decorazione interna, pur austera, è arricchita da elementi votivi e opere d’arte legate al culto delle Anime del Purgatorio e alla devozione mariana, che hanno da sempre caratterizzato la spiritualità popolare amanteana.
Particolarmente significativa è la presenza di elementi che richiamano l’antica dedicazione a San Biagio, mantenendo viva la memoria dell’antico patrono che ancora oggi dà nome alla chiesa, sebbene la sua storia sia ormai indissolubilmente legata alla figura della Madonna del Suffragio.